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Blockhaus · dataset demo

Scheda dimostrativa usata per progettare mappa, tabella e visualizzazione dei rilevamenti. I valori SQM non sono misure reali.

Localizzazione

Sito osservativo

Posizione geografica e immagine del punto utilizzato per il rilevamento della qualità del cielo.

Sito di misura Blockhaus · dataset demo
Immagine del sito osservativo
Coordinate WGS8442.163700, 14.106900
Informazioni

Scheda tecnica

Parametri principali relativi al luogo e alla sessione di misura.

Data rilevamento2026-08-01
Quota1890 m
Coordinate42.163700, 14.106900
StrumentoUnihedron SQM-L
Condizioni durante la sessioneDATI DIMOSTRATIVI — sostituire con le condizioni reali della sessione
Distribuzione del cielo

Mappa SQM

Distribuzione delle misure nelle otto direzioni cardinali. L'anello esterno rappresenta le misure a 30° sopra l'orizzonte, quello interno le misure a 60°. Il valore centrale corrisponde allo zenit.

30°
60°
N
NE
E
SE
S
SW
W
NW
30°20.45
20.68
20.82
20.91
21.05
20.96
20.71
20.52
60°20.91
21.04
21.17
21.25
21.32
21.27
21.10
20.98
ZENIT21.38mag/arcsec²
30°sopra l'orizzonte
60°sopra l'orizzonte
90°Zenit
Misure

Matrice SQM

Valori espressi in mag/arcsec². Un valore maggiore indica generalmente un fondo cielo più scuro.

AltezzaN0°NE45°E90°SE135°S180°SW225°W270°NW315°
30°20.4520.6820.8220.9121.0520.9620.7120.52
60°20.9121.0421.1721.2521.3221.2721.1020.98
ZENIT · 90°21.38mag/arcsec²
Osservazioni

Note della sessione

Tutti i valori presenti in questa scheda sono fittizi e servono esclusivamente per sviluppare l’interfaccia.

Pianificazione osservativa

Pianifica la tua prossima
notte sotto le stelle

Scopri più in basso le condizioni meteorologiche del sito, gli orari di alba e tramonto, i crepuscoli civile, nautico e astronomico, le effemeridi e la Luna di oggi.

Esplora le condizioni del cielo↓
Meteo del sito

Condizioni attuali

Dati modellistici calcolati automaticamente sulle coordinate del sito osservativo.

Caricamento dati meteo…
Fonte meteoOpen-Meteo
Seeing FAGFS + Trinquet–Vernin
Seeing indipendente7Timer! ASTRO
Aggiornamento—
Sole e Luna

Alba e Tramonto, Crepuscoli e Luna

Dati riferiti al 27 settembre 2026 alle ore 16:19

Effemeridi calcolate automaticamente per le coordinate del sito.

Tramonto e crepuscoli

Dati riferiti al 27 settembre 2026

Giorno
Civile
Nautico
Astronomico
Notte
Tramonto16:52
Fine crepuscolo civile17:20
Fine crepuscolo nautico17:52
Fine crepuscolo astronomico18:25

Alba e crepuscoli

Mattino successivo alla notte del 27 settembre 2026

Notte
Astronomico
Nautico
Civile
Giorno
Alba astronomica03:23
Alba nautica03:56
Alba civile04:29
Alba04:57

Luna

Dati riferiti al 27 settembre 2026 alle ore 16:19

Fase lunareGibbosa calante
Illuminazione99%
Sorge17:00
Tramonta05:38
Prossima Luna nuova10 ottobre 2026 alle ore 19:05
Prossima Luna piena26 ottobre 2026 alle ore 07:13

Calendario lunare

Fase e illuminazione riferite alle 00:00 locali. Sorgere e tramontare sono ricavati scandendo il giorno civile locale per le coordinate di questo sito SQM.

settembre 2026fase alle 00:00 locali
184%
↑ 19:23↓ 09:06
275%
↑ 19:55↓ 10:21
365%
↑ 20:37↓ 11:36
454%
↑ 21:30↓ 12:49
Ult. quarto
542%
↑ 22:35↓ 13:54
631%
↑ 23:49↓ 14:48
721%
↑ —↓ 15:31
812%
↑ 01:07↓ 16:05
96%
↑ 02:25↓ 16:32
102%
↑ 03:40↓ 16:56
110%
↑ 04:53↓ 17:18
Nuova
121%
↑ 06:03↓ 17:39
134%
↑ 07:13↓ 18:01
149%
↑ 08:21↓ 18:25
1516%
↑ 09:29↓ 18:53
1624%
↑ 10:35↓ 19:27
1733%
↑ 11:38↓ 20:07
1842%
↑ 12:35↓ 20:56
1° quarto
1951%
↑ 13:25↓ 21:51
2061%
↑ 14:06↓ 22:53
2170%
↑ 14:40↓ 23:58
2278%
↑ 15:09↓ —
2386%
↑ 15:33↓ 01:04
2492%
↑ 15:55↓ 02:11
2597%
↑ 16:16↓ 03:19
2699%
↑ 16:37↓ 04:28
Piena
27100%
↑ 17:00↓ 05:38
2898%
↑ 17:26↓ 06:51
2993%
↑ 17:57↓ 08:07
3087%
↑ 18:36↓ 09:25
ottobre 2026fase alle 00:00 locali
178%
↑ 19:26↓ 10:40
268%
↑ 20:27↓ 11:48
357%
↑ 21:38↓ 12:45
Ult. quarto
445%
↑ 22:54↓ 13:30
534%
↑ —↓ 14:06
624%
↑ 00:10↓ 14:35
715%
↑ 01:25↓ 14:59
88%
↑ 02:36↓ 15:21
93%
↑ 03:46↓ 15:42
101%
↑ 04:55↓ 16:04
Nuova
110%
↑ 06:03↓ 16:27
122%
↑ 07:12↓ 16:54
136%
↑ 08:19↓ 17:25
1411%
↑ 09:24↓ 18:03
1518%
↑ 10:24↓ 18:48
1626%
↑ 11:16↓ 19:41
1735%
↑ 12:01↓ 20:40
1844%
↑ 12:38↓ 21:43
1° quarto
1953%
↑ 13:08↓ 22:48
2063%
↑ 13:34↓ 23:54
2172%
↑ 13:57↓ —
2280%
↑ 14:18↓ 01:00
2388%
↑ 14:39↓ 02:07
2494%
↑ 15:01↓ 03:17
2598%
↑ 15:26↓ 04:29
26100%
↑ 15:55↓ 05:46
Piena
2799%
↑ 16:32↓ 07:05
2895%
↑ 17:20↓ 08:24
2989%
↑ 18:19↓ 09:37
3081%
↑ 19:29↓ 10:39
3171%
↑ 20:45↓ 11:29
giorno corrente fase principale
Coordinate del sito: 42.1637°, 14.1069° · aggiornamento automatico
Fenomeni del cielo

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Consulta gli sciami meteorici attivi e l'attività solare e geomagnetica per conoscere i principali fenomeni astronomici e di meteo spaziale.

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Controllo dell'ultimo forecast NASA Meteoroid Environment Office…
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Glossario SQM, meteo e fenomeni del cielo

Le schede non devono limitarsi a mostrare numeri: qui sono raccolti i principali termini usati nella pagina, con spiegazioni divulgative ma tecnicamente rigorose e collegamenti ai fornitori dei dati e alle fonti istituzionali.

Qualità del cielo e geometria della misura

La matrice SQM descrive sia quanto è scuro il cielo sia la direzione in cui è stata eseguita ogni misura.

SQM · Sky Quality Meter

È uno strumento fotometrico progettato per misurare la luminosità del fondo cielo notturno. Il valore numerico permette di confrontare in modo quantitativo siti e sessioni diverse, purché le misure siano eseguite con metodo coerente.

Fonte: Unihedron — Sky Quality Meter
mag/arcsec²

Significa magnitudini per secondo d’arco quadrato ed esprime la brillanza superficiale del cielo. La scala delle magnitudini è inversa: nella lettura SQM un numero più alto corrisponde generalmente a un fondo cielo più scuro, mentre un numero più basso indica un cielo più luminoso.

Fonte: Unihedron — unità di misura SQM
Zenit

È il punto della sfera celeste esattamente sopra l’osservatore, quindi ad altezza 90°. Nella matrice del sito la misura zenitale rappresenta il fondo cielo nella direzione più lontana dall’orizzonte geometrico.

Fonte: U.S. Naval Observatory — Altitude and Azimuth
Altezza sopra l’orizzonte

È l’angolo verticale di una direzione celeste: 0° coincide con l’orizzonte e 90° con lo zenit. Le corone a 30° e 60° della mappa SQM permettono di confrontare il fondo cielo a differenti elevazioni.

Fonte: U.S. Naval Observatory — Altitude and Azimuth
Azimut e punti cardinali

L’azimut descrive la direzione lungo l’orizzonte. Nel riferimento astronomico usuale 0° indica Nord, 90° Est, 180° Sud e 270° Ovest. Le direzioni N, NE, E, SE, S, SW, W e NW della matrice sono quindi settori azimutali.

Fonte: U.S. Naval Observatory — Altitude and Azimuth
Inquinamento luminoso e fondo cielo

La misura SQM registra la brillanza complessiva del cielo nella banda di risposta dello strumento. Luce artificiale diffusa, Luna, Via Lattea, airglow, trasparenza e nuvole possono modificare la lettura: il numero va quindi interpretato insieme alle condizioni della sessione.

Fonte: Unihedron — Sky Quality Meter e applicazioni

Meteo del sito

Questi parametri descrivono lo stato dell’atmosfera vicino al luogo osservativo. Nel sito provengono dai dati modellistici Open-Meteo sulle coordinate selezionate.

Temperatura a 2 m

È la temperatura dell’aria riferita convenzionalmente a circa due metri dal suolo. In astronomia è utile anche per valutare stabilità termica, rischio di condensa e differenza rispetto alla temperatura dell’ottica.

Fonte: Open-Meteo — Weather API
Umidità relativa

Esprime in percentuale quanto il vapore acqueo presente nell’aria si avvicina alla saturazione alla temperatura corrente. Valori elevati favoriscono condensa e foschia, ma non equivalgono automaticamente a scarsa trasparenza astronomica.

Fonte: Open-Meteo — relative humidity
Punto di rugiada

È la temperatura alla quale l’aria dovrebbe raffreddarsi, a pressione sostanzialmente costante, per raggiungere la saturazione. Quando la temperatura di una superficie ottica si avvicina o scende sotto il punto di rugiada aumenta il rischio di condensa.

Fonte: Open-Meteo — dew point
Pressione al suolo

È la pressione atmosferica riferita alla quota reale del punto del modello, espressa qui in hPa. Non va confusa con la pressione ridotta al livello medio del mare.

Fonte: Open-Meteo — surface pressure
Visibilità meteorologica

È una stima della distanza alla quale l’atmosfera consente di distinguere oggetti, limitata da foschia, nebbia, precipitazioni e aerosol. È un indicatore meteorologico e non coincide direttamente con la trasparenza astronomica del cielo profondo.

Fonte: Open-Meteo — visibility
Nuvolosità totale, bassa, media e alta

La copertura nuvolosa è espressa come percentuale di cielo coperto. La suddivisione in strati aiuta a distinguere nubi basse, medie e alte: anche veli sottili ad alta quota possono degradare contrasto e fotometria pur lasciando visibili le stelle più brillanti.

Fonte: Open-Meteo — cloud cover layers
Vento e direzione del vento

La velocità del vento indica l’intensità del flusso d’aria vicino al suolo; la direzione, espressa in gradi e punti cardinali, indica da quale direzione proviene il vento meteorologico. Raffiche e vento sostenuto possono influire su vibrazioni, stabilità della montatura e comfort operativo.

Fonte: Open-Meteo — wind speed and direction
Raffica

È un aumento breve della velocità del vento rispetto al flusso medio. In astrofotografia può essere più critica della velocità media perché una singola raffica può introdurre vibrazioni durante un’esposizione.

Fonte: Open-Meteo — wind gusts
Best Match automatico

È la modalità con cui Open-Meteo seleziona automaticamente il modello o la combinazione di modelli più adatta alla posizione richiesta. I valori mostrati restano quindi dati modellistici, non misure di una stazione installata esattamente nel punto SQM.

Fonte: Open-Meteo — Forecast API

Sole, crepuscoli e Luna

Gli orari astronomici stabiliscono quando il cielo passa dal giorno al crepuscolo e al buio, mentre la Luna modifica fortemente il fondo cielo in base a fase, altezza e orari di levata e tramonto.

Alba e tramonto

Indicano il passaggio apparente del bordo solare attraverso l’orizzonte secondo le convenzioni usate dal calcolo astronomico. Non coincidono con l’inizio o la fine del buio utile per il cielo profondo.

Fonte: NOAA / NWS — Twilight Types
Crepuscolo civile

È la fase in cui il Sole si trova tra l’orizzonte e circa 6° sotto di esso. Il cielo è ancora relativamente luminoso e non rappresenta normalmente una condizione di buio per l’osservazione deep sky.

Fonte: NOAA / NWS — Civil Twilight
Crepuscolo nautico

Si colloca indicativamente con il Sole tra −6° e −12°. Il cielo si scurisce ulteriormente, ma persiste ancora una componente significativa di luce solare diffusa nell’atmosfera.

Fonte: NOAA / NWS — Nautical Twilight
Crepuscolo astronomico e buio astronomico

Il crepuscolo astronomico termina quando il centro del Sole raggiunge circa −18° di altezza. Con il Sole più basso di −18° si usa il riferimento operativo di buio astronomico, pur restando possibili Luna, airglow e inquinamento luminoso.

Fonte: NOAA / NWS — Astronomical Twilight
Fase lunare

Descrive la configurazione geometrica del sistema Sole-Terra-Luna lungo il ciclo sinodico: Luna nuova, crescente, primo quarto, gibbosa, piena e fasi calanti. La fase non indica da sola quanto la Luna disturberà una sessione.

Fonte: NASA — Moon Phases
Illuminazione lunare

È la frazione percentuale del disco lunare visibile dalla Terra che risulta illuminata dal Sole. Per stimare il chiarore reale sul cielo servono anche altezza della Luna, distanza dal target, trasparenza e condizioni atmosferiche.

Fonte: NASA — Moon Phases
Luna sorge / Luna tramonta

Sono gli istanti in cui la Luna attraversa l’orizzonte locale. Una Luna sotto l’orizzonte non contribuisce direttamente al chiarore lunare del cielo, mentre una Luna alta e molto illuminata può degradare fortemente il contrasto.

Fonte: NASA — Moon Phases e geometria lunare

Meteo spaziale

Questa parte descrive l’attività del Sole, del vento solare e della magnetosfera terrestre. I dati operativi sono mostrati da NOAA SWPC, mentre gli eventi flare e CME vengono consultati tramite NASA DONKI.

Indice Kp

È un indice planetario dell’attività geomagnetica su scala 0–9, ricavato dalla perturbazione del campo magnetico terrestre. Valori più alti indicano condizioni geomagnetiche più disturbate; non sono però una garanzia automatica di aurora visibile da una specifica località.

Fonte: NOAA SWPC — Space Weather Scales
Scala geomagnetica G

La scala NOAA G1–G5 comunica la severità delle tempeste geomagnetiche, da minore a estrema. È una scala di impatto operativo collegata all’intensità della perturbazione geomagnetica.

Fonte: NOAA SWPC — NOAA Space Weather Scales
Vento solare

È il flusso di plasma proveniente dal Sole che attraversa lo spazio interplanetario. La sua velocità, insieme alla densità e all’orientamento del campo magnetico interplanetario, contribuisce a determinare quanto efficacemente l’energia può essere trasferita alla magnetosfera terrestre.

Fonte: NOAA SWPC — Real-Time Solar Wind
IMF · campo magnetico interplanetario

È il campo magnetico trasportato dal vento solare nello spazio interplanetario. Nel box Bt rappresenta l’intensità totale del campo, mentre Bz ne descrive la componente nord-sud nel sistema di riferimento usato dai prodotti di space weather.

Fonte: NOAA SWPC — Real-Time Solar Wind
Bz negativo / orientamento sud

Quando Bz è negativo, il campo interplanetario è orientato verso sud e può favorire l’accoppiamento con il campo magnetico terrestre se anche le altre condizioni del vento solare sono favorevoli. Non va interpretato da solo come previsione certa di una tempesta geomagnetica.

Fonte: NOAA SWPC — Real-Time Solar Wind
nT · nanotesla

È l’unità usata nel box per esprimere l’intensità delle componenti del campo magnetico interplanetario. Un nanotesla corrisponde a un miliardesimo di tesla.

Fonte: NOAA SWPC — Real-Time Solar Wind
Flusso solare F10.7

È il flusso radio solare misurato alla lunghezza d’onda di 10,7 cm, usato come indicatore dell’attività solare e dell’emissione della corona e della cromosfera superiore. Nel box è espresso in solar flux units, sfu.

Fonte: NOAA SWPC — F10.7 forecast
Flare solare e classi A/B/C/M/X

Un flare è un rapido rilascio di energia nell’atmosfera solare. Le classi A, B, C, M e X ordinano l’intensità del picco di emissione X misurata dai satelliti GOES; ogni lettera rappresenta un ordine di grandezza rispetto alla precedente.

Fonte: NASA CCMC — DONKI Solar Flare events
CME · Coronal Mass Ejection

È un’espulsione di plasma e campo magnetico dalla corona solare. Una CME non è la stessa cosa di un flare e non tutte le CME sono dirette verso la Terra; geometria, velocità e orientamento magnetico determinano l’eventuale impatto geomagnetico.

Fonte: NASA CCMC — DONKI CME events
Regione attiva

È una zona della fotosfera e dell’atmosfera solare con campo magnetico particolarmente intenso e complesso, spesso associata a macchie solari, flare e talvolta CME. Il numero di regione permette di identificare l’area sorgente di un evento.

Fonte: NASA CCMC — DONKI

Sciami meteorici

Il catalogo IAU identifica gli sciami; il planner combina quei dati con la geometria locale del sito per stimare la notte e la finestra osservativa più favorevoli.

Meteoroide, meteora e meteorite

Il meteoroide è il piccolo corpo ancora nello spazio; la meteora è il fenomeno luminoso prodotto durante l’ingresso nell’atmosfera; un meteorite è il frammento che sopravvive e raggiunge il suolo. Uno sciame è l’aumento ricorrente di meteore associate a una stessa corrente di particelle.

Fonte: NASA — Meteors and Meteorites
Sciame meteorico

Si verifica quando la Terra attraversa una regione dell’orbita ricca di detriti lasciati soprattutto da comete e, in alcuni casi, asteroidi. Le meteore dello stesso sciame sembrano provenire da una zona comune del cielo per effetto prospettico.

Fonte: NASA — Meteor Showers
RA e Dec del radiante

Ascensione retta e declinazione sono le coordinate equatoriali usate per descrivere la posizione del radiante sulla sfera celeste. Il planner le trasforma, insieme a data, ora e coordinate del sito, nell’altezza locale del radiante.

Fonte: IAU — Meteor Data Center
Altezza del radiante

È l’elevazione del radiante sopra l’orizzonte del sito. Quando il radiante è molto basso una parte delle traiettorie possibili è geometricamente sotto l’orizzonte; per la finestra consigliata il planner usa operativamente la soglia di 30°.

Fonte: NASA — Meteor Showers e radiant
Massimo o picco dello sciame

È il periodo nel quale l’attività prevista o catalogata dello sciame raggiunge il massimo. Il momento del picco non garantisce da solo la migliore osservazione da un luogo specifico: possono intervenire luce diurna, Luna o radiante basso.

Fonti: IAU — Meteor Data Center · NASA — Meteor Showers
Velocità delle meteore

È la velocità geocentrica caratteristica delle particelle dello sciame, espressa nel planner in km/s. Sciami diversi possono produrre meteore con velocità molto differenti e quindi con aspetto e durata apparente differenti.

Fonte: NASA — Meteor Shower fast facts
ZHR

Lo Zenithal Hourly Rate è un tasso standardizzato usato per descrivere l’attività di uno sciame in condizioni ideali, con radiante allo zenit e cielo di riferimento. Non equivale al numero di meteore che una persona vedrà realmente in un’ora dal sito.

Fonte: IAU — Meteor Data Center
Codice IAU MDC

È l’identificatore assegnato agli sciami nella nomenclatura mantenuta dall’IAU Meteor Data Center. Serve a distinguere in modo univoco correnti meteoriche che possono avere nomi simili o varianti storiche.

Fonte: IAU — Meteor Shower Nomenclature / MDC
Finestra osservativa consigliata

È un’elaborazione locale del sito, non una previsione ufficiale IAU o NASA. Il planner cerca l’intervallo in cui c’è buio astronomico, il radiante è almeno 30° sopra l’orizzonte e la Luna è sotto l’orizzonte; se le condizioni non si sovrappongono mostra il motivo.

Fonti: NOAA / NWS — buio astronomico · IAU — dati degli sciami

Nota: dati SQM, meteo, effemeridi, meteo spaziale e sciami descrivono fenomeni diversi e non vanno fusi in un unico indice di “qualità”. Una sessione reale dipende dalla combinazione di buio del cielo, atmosfera, Luna, geometria del target, strumentazione e obiettivo osservativo.

Seeing e turbolenza

Come leggere le stime del seeing

Qui sono raccolti i termini tecnici usati nei calcoli del seeing della pagina SQM, con la distinzione tra atmosfera libera, turbolenza vicino al suolo, modelli numerici e misure strumentali reali.

Seeing, turbolenza e modelli atmosferici

Le voci spiegano cosa stiamo realmente stimando con Open-Meteo/GFS e 7Timer e quali limiti restano vicino al terreno.

AGL e quota sul livello del mare

AGL significa Above Ground Level, cioè quota sopra il terreno locale. È diversa dalla quota sul livello medio del mare. Nei modelli meteorologici i livelli di pressione hanno quote geopotenziali riferite al livello del mare; per ottenere una quota AGL bisogna conoscere anche l’elevazione del terreno della cella o del sito.

Fonte: Open-Meteo — GFS pressure levels e geopotential height
Parametro di Fried r₀

r₀ è una scala di coerenza del fronte d’onda atmosferico. A parità di lunghezza d’onda, un r₀ più grande corrisponde a turbolenza ottica più debole e quindi seeing migliore. La relazione approssimata usata nel sito è ε ≈ 0,98 λ / r₀, con ε in radianti; il valore dipende quindi dalla lunghezza d’onda scelta.

Fonti: ESO — DIMM seeing, Cn² e riferimento a 500 nm · ESO — Seeing e condizioni osservative
FWHM e PSF nel seeing

La PSF è la risposta del sistema a una sorgente puntiforme; la FWHM è la larghezza del profilo misurata a metà del massimo. ESO definisce operativamente il seeing come FWHM dell’immagine stellare prodotta dalla turbolenza atmosferica, riferita allo zenit e a 500 nm. L’image quality reale sul sensore può includere anche telescopio, strumento e altri effetti.

Fonti: ESO — Paranal DIMM: definizione operativa della FWHM seeing · ESO — Image Quality e seeing
DIMM, MASS, SCIDAR e SLODAR

Sono strumenti o tecniche differenti per caratterizzare la turbolenza. Il DIMM misura il seeing integrato; il MASS ricava informazioni sulla turbolenza in quota e sul free-atmosphere seeing; SCIDAR e SLODAR ricostruiscono profili verticali della turbolenza con principi diversi. Le misure strumentali sono il riferimento per validare i modelli previsionali.

Fonti: ESO — ASM instruments: DIMM, MASS e SLODAR · LAMOST — DIMM e Single Star SCIDAR
GFS e livelli di pressione

GFS è un modello numerico meteorologico globale. Open-Meteo rende disponibili temperatura, vento, direzione del vento, umidità, velocità verticale e quota geopotenziale su numerosi livelli di pressione espressi in hPa. Questi profili permettono di stimare la struttura verticale dell’atmosfera, ma una griglia globale non può descrivere ogni dettaglio del flusso su un singolo crinale o attorno a un telescopio.

Fonte: Open-Meteo — GFS & HRRR API, pressure-level variables e risoluzione
hPa e quota geopotenziale

hPa significa hectopascal ed è un’unità di pressione. Un livello come 500 hPa non corrisponde a una quota geometrica fissa: la sua altezza cambia con lo stato dell’atmosfera. Per questo il calcolo usa la “geopotential height” fornita dal modello invece di assegnare a ogni pressione una quota rigida.

Fonte: Open-Meteo — Pressure levels e geopotential height
Wind shear o shear verticale del vento

È la variazione del vettore vento con la quota. Se velocità o direzione cambiano rapidamente fra due strati, lo shear è elevato e può favorire o indicare regioni dinamicamente turbolente. La parametrizzazione Trinquet–Vernin usa il profilo verticale del vento insieme al gradiente termico per stimare la turbolenza ottica.

Fonte: Giordano et al. (2014) — Trinquet–Vernin e profili di vento/temperatura
Modello Trinquet–Vernin (TV)

È una parametrizzazione che stima la turbolenza ottica a partire da variabili meteorologiche verticali, in particolare gradienti di temperatura e vento. È stata accoppiata a WRF e confrontata con misure astronomiche. Nel sito viene applicata ai profili GFS solo per ottenere una stima modellistica, con particolare cautela verso la turbolenza vicino al suolo.

Fonti: Giordano et al. (2014) — WRF + Trinquet–Vernin a La Palma · LAMOST — confronto DIMM/SCIDAR con WRF + TV
WRF, downscaling, orografia e fenomeni sub-grid

WRF è un modello mesoscale che può essere eseguito a risoluzioni più fini di un modello globale e adattare meglio il flusso alla topografia. “Sub-grid” indica fenomeni più piccoli della cella numerica del modello: un crinale, una conca o il riscaldamento locale delle rocce possono quindi non essere risolti esplicitamente da GFS. Per questo una stima GFS della ground layer è molto meno affidabile di una misura locale o di una simulazione mesoscale validata.

Fonti: Giordano et al. (2014) — WRF, orografia e optical turbulence · Open-Meteo — risoluzione dei campi GFS e pressure levels
Dome seeing e turbolenza locale

È il degrado dell’immagine generato vicino o dentro l’osservatorio: differenze di temperatura tra struttura, ottica e aria, flussi attorno alla cupola e superfici calde possono produrre turbolenza che un modello meteorologico globale non descrive. Per una postazione all’aperto esistono analoghi effetti micro-locali prodotti da terreno, veicolo, persone e attrezzatura.

Fonte: ESO — ASM e distinzione fra seeing atmosferico e condizioni strumentali/locali
Seeing a 500 nm e allo zenit

Il seeing cambia con lunghezza d’onda e distanza dallo zenit, quindi per confrontare valori differenti serve un riferimento comune. ESO pubblica il seeing DIMM normalizzato allo zenit e a 500 nm; il nostro valore di atmosfera libera usa lo stesso riferimento convenzionale per rendere leggibile il confronto.

Fonte: ESO — ASM API: seeing a zenit e 500 nm
7Timer! ASTRO e classi di seeing

7Timer! è un servizio di previsione numerica dedicato anche all’astronomia e offre una API JSON senza chiave. Il prodotto ASTRO restituisce il seeing in 8 classi: 1 = <0,5″; 2 = 0,5–0,75″; 3 = 0,75–1″; 4 = 1–1,25″; 5 = 1,25–1,5″; 6 = 1,5–2″; 7 = 2–2,5″; 8 = >2,5″. Nel sito viene mostrato come previsione indipendente e non come misura strumentale locale.

Fonte: 7Timer! — documentazione ufficiale API e ASTRO seeing
Previsione, stima modellistica e misura: differenza

Una previsione deriva da un modello atmosferico e ha incertezza; una stima modellistica del seeing trasforma quei campi meteo in parametri ottici; una misura DIMM/MASS/SCIDAR osserva invece direttamente gli effetti della turbolenza al sito. Per questo il sito mantiene separati il seeing FA ricavato da GFS + TV e la classe indipendente di 7Timer, senza chiamarli “seeing misurato”.

Fonti: ESO — strumenti reali di monitoraggio della turbolenza · Giordano et al. (2014) — previsione numerica WRF + TV · 7Timer! — API numerica ASTRO